Cicero Galli Coimbra

BIO PROF. CICERO GALLI COIMBRA:

Il protocollo per il trattamento delle malattie autoimmuni con alte dosi di vitamina D è stato sviluppato in Brasile agli inizi del 2002, rispettando la dichiarazione di Helsinki del  1964, pubblicata con il titolo “Unproven Inteventions in Clinical Practice” e successive revisioni fino alla dichiarazione del World Medical Association (WMA) del 2013. Ora conta 150 sedi di medici formati in tutto il mondo.

Il dottor Coimbra è un neurologo brasiliano, professore Associato del Dipartimento di Neurologia dell’Università di San Paolo (UNIFESP) e Neurologo presso la stessa Università. Nel 2010 ha fondato l’ “Institute for Investigation and Treatment of Autoimmune Diseases” di cui è tuttora Presidente.
Diversi anni fa, cercando nuove possibilità terapeutiche nelle malattie neurodegenerative, Coimbra ebbe la possibilità di conoscere una gran mole di dati scientifici riguardanti la vitamina D, la maggior parte dei quali non era minimamente utilizzata nella comune pratica clinica. Si rese conto allora che un grande numero di pazienti avrebbe potuto trarre grandi giovamenti dall’applicazione di quei dati su loro stessi. Così cominciò a somministrare delle dosi considerate piuttosto alte (10.000 UI) di vitamina D a pazienti affetti da malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.
Il suo semplice ragionamento era: non è possibile che la natura possa creare spontaneamente una condizione di tossicità con queste dosi, considerato che il corpo umano è in grado di sintetizzare 10.000 UI e più di vitamina D dopo circa 20 minuti di esposizione al sole. Inoltre, negli ultimi anni c’era un comune accordo tra gli scienziati sulla revisione delle vecchie RDA di 400/600 UI giornaliere, considerate per lo più inefficaci, a favore delle 7000 UI, dose considerata utile e sicura.

Uno dei pazienti di Coimbra, affetto da Parkinson e al quale era stata prescritta la dose di 10.000 UI, tornato al controllo dopo alcuni mesi mostrò, oltre al miglioramento delle condizioni cliniche, anche la regressione di alcune chiazze di vitiligine da cui era affetto.

Questo fu il punto di partenza per un approfondimento degli studi sul sistema immunitario in relazione all’efficacia della vitamina D nelle malattie autoimmuni.

Coimbra cominciò dunque a sperimentare su tutti i pazienti affetti da patologie autoimmuni la somministrazione di 10.000 UI di vitamina D3, constatando benefici più o meno grandi, ma si rese conto che questa dose non influiva sul decorso della malattia. Allora provò ad aumentare gradualmente i dosaggi, adattandoli alla resistenza individuale del paziente.

curriculum vitae prof. Coimbra: http://buscatextual.cnpq.br/buscatextual/visualizacv.do?id=K4781322A7